Ho sempre pensato di averli quasi tutti.
Di sicuro sono golosa. Sono capace di uscire apposta di casa per arrivare alla (non proprio) vicina pasticceria, solo per comprarmi una fragrante ciambella calda.
Sono irascibile. Chi mi conosce bene ormai sa che non sono una che rimugina dentro, con buona pace del mio stomaco. Ma ad essere sincera, in tutti questi anni di lavoro interiore, non ho ancora imparato a dire le cose con diplomazia.
Sono accidiosa, a tratti lussuriosa, a volte, mi dicono, superba e in passato, causa catastrofe economica, sono stata avara. Ma mai, e ribadisco, mai sono stata invidiosa degli altri…
Fino a ieri sera…
Dopo l’esame di fotografia, che abbiamo tutti superato brillantemente, ci siamo riuniti a casa di un ragazzo del corso che ha organizzato la cena a casa sua, nel quartiere Trieste. Rimaniamo senza fiato: è un attico arredato con gusto e ricercatezza. E’ uno di quegli appartamenti che vedi solo sulle riviste di arredamento.
L’atmosfera è rilassata, la compagnia è gradevole, il posto è silenzioso e l’aria è profumata dai tanti fiori sbocciati. La cena, interamente preparata da lui, è squisita e il vino scorre.
Ognuno di noi ha portato almeno una bottiglia… e siamo in 10!
Alterniamo Pinot grigio a Greco di Tufo, Insolia a Satrico, Trebbiano a Falanghina. Proseguiamo con un Moscato, seguito da un Passito, passando per il Maraschino, chiudendo con il Mirto.
Il vino scalda i cuori e scioglie la lingua e, alla fine, scopriamo di essere un gruppetto affiatato e affezionato. Il nostro professore è irresistibile e, pensando alla sua compagna che lo aspetta a casa, l’invidia mi colpisce in punta di fioretto.
Lascio l’appartamento con il cuore leggero: la mia casa è ordinaria e a me poco congeniale, nella mia vita non c’è un amore sereno... ma ho begli amici che mi regalano serate come questa. Torno a casa in macchina cantando sulle note di un rock.
