
Ho finito questo libro ieri pomeriggio, mentre su Roma si abbatteva un temporale di dimensioni bibliche.
Quando in biblioteca mi sono ritrovata tra le mani questo libretto, ho pensato al solito raccontino di vita con un quattrozampe, invece ... la prima sorpresa...
Il protagonista è un gatto che ci racconta la sua storia telepaticamente, da quando è ancora nella pancia di Mamma gatta a quando incontra il secondo personaggio: Pa, l'umano che si prenderà cura di lui.
Micio Nero ci racconterà del loro modo di vivere insieme e di fondersi, quasi in un tutt'uno, nei momenti di relax sul divano di casa. Dopo un periodo di tempo imprecisato, qualcuno viene a sconvolgere la loro vita simbiotica: Mo, l'umana che dividerà la vita, e la casa, con Pa.
L'incontro non è dei migliori, ma viene trovato un nuovo equilibrio che presto si romperà ancora con l'arrivo di una cagnolina, Contessa. A questo punto il racconto passa a lei che, sempre telepaticamente, ci ragguaglia sulle difficoltà di essere un piccolo cane che deve convivere con un gatto ostile, un'umana inizialmente fredda e un umano che non ci si raccapezza più.
Pian piano veniamo sempre più tirati dentro a questa famiglia formata da quattro individui completamente diversi tra loro ma che si sono ritrovati, non si sa per quale motivo, ad intrecciare le loro vite.
Detto così sembra un racconto semplice, se non fosse che l'autore è uno dei maggiori critici letterari italiani del novecento per cui il linguaggio risulta a volte complesso. Oltre questo la storia ci pone davanti ad interrogativi esistenziali che ci imporrebbero importanti riflessioni ma che, forse presi dalla nostra vita frenetica, riusciamo sempre a chiudere in qualche cassetto della mente.
Commovente sarà l'ultimo sguardo che Micio e Contessa si scambieranno: lui ormai vecchio e sofferente, lei, che ha appena dato alla luce sei nuove vite.
Ho chiuso il libro con grosse lacrime che mi rotolavano sul viso pensando a Micio Nero che ..."continua ad esistere, etereo ed invisibile, nei dintorni della sua amata famiglia, osservando la crescita della cucciolata e volteggiando, come narra la leggenda sullo spirito dei gatti neri, intorno alla testa del suo amatissimo Pa, fino al completo esaurimento del suo soffio vitale. Dopo sarà per sempre consegnato alla infinità dell'universo, dove i suoi atomi saranno dispersi in attesa di poter rincontrare quelli di tutti gli altri che ha conosciuto (o anche no) durante la sua vita."
