In questi giorni caldi, in cui il tempo si dilata e il lavoro si fa meno pesante, non riesco proprio a rilassarmi. Anzi… l’estate mi fa sempre questo effetto, tutti gli anni.
Sarà che in ufficio c’è meno gente, sarà che i corsi che mi tengono impegnata durante l’anno sono sospesi, sarà che, ormai da una vita, una sottile ansia mi serpeggia vigliaccamente sotto la pelle, mi trovo a ripensare a cose, situazioni, affetti ormai passati e mi torna in mente una frase pescata chissà dove nel web qualche anno fa e che coglie in pieno il mio stato d’animo di ora.
"I ricordi sono così, i ricordi sono come le maree.
Appaiono all’improvviso … come dal niente … e poi ti fanno loro.
Possono starsene nascosti per tutto il tempo che vogliono nella distesa della tua vita, della tua mente e delle sue infinite possibilità, e poi nascere in un attimo come dal nulla, avvicinarsi silenziosi quando meno te lo aspetti e poi travolgerti.
Qualche volta possono passarti accanto e lambirti appena, limitandosi a farsi osservare dal tuo sguardo distratto. Altre, invece, possono trascinarti lontanissimo, indietro fin dove ha avuto inizio il cammino che ti ha portato al punto in cui sei stato travolto.
Ma quello che li rende tanto forti e speciali è quel potere tutto loro di prenderti e sollevarti in alto per un attimo, farti assaporare l’ebbrezza di quel brivido, l’eccitazione di quella dolcissima vertigine per un niente e poi sbatterti a terra con tutta la loro forza.
E’ in queste occasioni che fanno più male. Ti trascinano giù con tutta la forza soverchiante e repentina e poi ti portano lontano. Lontano. Lontano. Sono troppo più forti di te … è una battaglia impari. E tu non puoi fare niente."
