Sud Africa...
17 giorni di natura incontaminata. Le parole non bastano per descrivere le emozioni, l'atmosfera, i profumi...
Ecco solo alcune immagini... buona visione!

Le Mac Mac Falls...

La nostra camera da letto...

... i nostri vicini...

... i compagni di tavola...
Un viaggio indimenticabile !
![]() |
Eh, eh, eh!
Sono stata promossa all'esame di fotografia con 48/60!
Dopo l'avvio zoppicante pensavo che avrei fatto molto peggio...
E a settembre, dopo le meritate ferie, ci aspetta il secondo anno!
Ho sempre pensato di averli quasi tutti.
Di sicuro sono golosa. Sono capace di uscire apposta di casa per arrivare alla (non proprio) vicina pasticceria, solo per comprarmi una fragrante ciambella calda.
Sono irascibile. Chi mi conosce bene ormai sa che non sono una che rimugina dentro, con buona pace del mio stomaco. Ma ad essere sincera, in tutti questi anni di lavoro interiore, non ho ancora imparato a dire le cose con diplomazia.
Sono accidiosa, a tratti lussuriosa, a volte, mi dicono, superba e in passato, causa catastrofe economica, sono stata avara. Ma mai, e ribadisco, mai sono stata invidiosa degli altri…
Fino a ieri sera…
Dopo l’esame di fotografia, che abbiamo tutti superato brillantemente, ci siamo riuniti a casa di un ragazzo del corso che ha organizzato la cena a casa sua, nel quartiere Trieste. Rimaniamo senza fiato: è un attico arredato con gusto e ricercatezza. E’ uno di quegli appartamenti che vedi solo sulle riviste di arredamento.
L’atmosfera è rilassata, la compagnia è gradevole, il posto è silenzioso e l’aria è profumata dai tanti fiori sbocciati. La cena, interamente preparata da lui, è squisita e il vino scorre.
Ognuno di noi ha portato almeno una bottiglia… e siamo in 10!
Alterniamo Pinot grigio a Greco di Tufo, Insolia a Satrico, Trebbiano a Falanghina. Proseguiamo con un Moscato, seguito da un Passito, passando per il Maraschino, chiudendo con il Mirto.
Il vino scalda i cuori e scioglie la lingua e, alla fine, scopriamo di essere un gruppetto affiatato e affezionato. Il nostro professore è irresistibile e, pensando alla sua compagna che lo aspetta a casa, l’invidia mi colpisce in punta di fioretto.
Lascio l’appartamento con il cuore leggero: la mia casa è ordinaria e a me poco congeniale, nella mia vita non c’è un amore sereno... ma ho begli amici che mi regalano serate come questa. Torno a casa in macchina cantando sulle note di un rock.

Ieri, dopo il lavoro, sono andata a scattare qualche foto in uno dei posti più belli che ci siano a Roma. Il Cimitero acattolico, vicino alla Piramide Cestia.
In un'atmosfera ovattata, sotto i tiepidi raggi pomeridiani, mi sono aggirata tra le tombe di personaggi illustri, ormai quasi dimenticati. Lì tutto è fermo e avvolto in un silenzio irreale.
E' strano, se si pensa che siamo a pochi passi dal caotico traffico metropolitano.
.jpg)
Il cimitero è anche il luogo in cui risiede una colonia felina.
I famosi Gatti della Piramide.
A questo proposito, vi ricordo che il 9 e 10 maggio si terrà l'annuale manifestazione
I GATTI ALL'OMBRA DELLA PIRAMIDE
...una festa dedicata a tutti i gatti randagi e abbandonati di Roma all'interno della splendida cornice della Piramide che mira a promuovere le adozioni e a raccogliere fondi per sostenere una delle più antiche, popolose e popolari colonie feline della Capitale...
Venerdì 17.
C’è una data migliore per essere invitata dal vostro ex, sul quale non avete ancora messo una pietra sopra [ma vorreste volentieri mettergliela al collo] ad una cena fra amici, in cui vi presenterà la sua fidanzata?
Si ripresenta dopo mesi con l’unico, apparente scopo di rovinarmi di nuovo la vita.
Vuole che rimaniamo amici – dice lui.
Vuole essere sicuro della scelta fatta – penso io.
Ok, non c’è motivo perché non funzioni almeno l’amicizia fra noi. C’è un solo problema: la terza persona che ora si pone tra di noi è stata una sorta di catalizzatore.
Liberi ormai di poterci dire tutto senza più la paura di ferirci, ci lasciamo andare a confidenze mai rivelate prima.
Io, ferita dal suo essere sempre sfuggente, lui, sfuggente perché non capiva i miei sentimenti.
Una bella coppia di falliti sentimentali.
La paura di soffrire ci ha talmente attanagliato da far naufragare il rapporto.
Il giorno prima della cena, lui mostra segni di irrequietezza. Vuole mandare tutto a monte. Non ha dormito la notte pensando a come sarebbe andata tra noi, se solo non fosse stato così sulla difensiva.
Lo dissuado dal rovinare tutto e, la sera dopo, attraverso il pianerottolo che divide i nostri appartamenti.
Come è andata la festa? – mi sussurra alla fine della serata, finalmente rilassato.
Avrei voluto che tu l’avessi organizzata per me! – rispondo.
Durante il bacio che ci diamo, per la prima volta da amici, davanti a tutti, sento che lui mi stringe un tantino troppo a sé.
Ma, tant’è, stamattina ero di nuovo in giro per Roma, da sola, con la mia fida macchinetta fotografica al collo e domani sarò in colonia dai miei felini.
Le persone passano, le passioni non ci abbandonano mai.
…ma perseverare?
Sabato mattina. Di nuovo a caccia di qualche scatto interessante. Mi viene in mente che lungo il Tevere, vicino casa mia, c’è un maneggio. Perché non provare lì?
Mi piazzo su ponte Marconi e scatto … ma il rullino è finito. Poco male, ne ho un altro.
Sarà meglio che mi metta in un posto tranquillo, però, non si sa mai.
Ma no, ormai so come si fa. Appoggio la macchina sulla balaustra del ponte, con la cinghia saldamente assicurata al polso, e riavvolgo il rullino. Prendo l’altro e comincio ad inserirlo, ma, proprio in quel momento, l’obiettivo struscia sul piano, il tappo si stacca e cade giù.
Inorridita e costernata, guardo quel fottutissimo dischetto nero volare giù dal ponte, sempre più giù… Per fortuna non cade in acqua, ma si ferma sul greto del fiume.
Al primo pensiero che saetta nella mia mente: oddio, Celio mi uccide, seguono le possibili soluzioni elaborate dalla mia mente, lucida come non mai: aspetto domani e ricompro il tappo a Porta Portese (ma scarto l’idea nello stesso momento in cui la formulo) oppure scendo a recuperare il tappo.
Scendo e faccio la conoscenza della titolare del maneggio.
Mentre mi accompagna verso la riva del fiume, in mezzo al fango (di nuovo!?) dovuto alle passate esondazioni, probabilmente impressionata dal mio armamentario, mi chiede se sto realizzando un servizio. Ripensando alle mie avventure, presenti e passate, mi viene da ridere, ma rispondo che seguo un corso e sarei felice di scattare qualche foto ai suoi cavalli e cavalieri.
Lei mi invita la domenica successiva a fare un reportage nel circolo, dove i bambini e i loro ponies si travestiranno per carnevale e andranno a sfilare a via del Corso. Ci sarà pure Rai tre!!!
Acc… qui rischio di rimetterci la faccia. Nel senso che se non viene bene neanche una foto, non potrò più girare per il mio quartiere! Ma accetto con entusiasmo.
Mi devo ricordare, però, di chiedere al mio vicino se, quando faceva il corso di fotografia, anche a lui succedevano queste cose!
Da quando faccio il corso di fotografia, ho scoperto che ci sono tanti appassionati. E ognuno di loro ha un suo stile.
C'è chi ha scelto la ritrattistica...
![]() |
"Daje, topino. E nun fa la faccia da funerale. Famme 'n bel sorriso e dì CHEESE"
C'è chi ama gli spazi aperti e gli avventurosi reportage naturalistici...
![]() |
"Pevbacco, Ambvogio, mi hai povtato pvopvio in un bel posto!"
E c'è chi, come me, non ha ancora ben chiaro in mente cosa deve fare...
![]() |
"Ma dov'è il pulsante dell'autoscatto?"
"Togliti, fai fare a me che tu non sei capace..."
"E stà un pò attento, che impalli l'obiettivo..."
"Tu, piuttosto, smettila di saltare che qui viene tutto mosso..."
E’ sabato mattina.
Devo scattare un fottuto rullino di foto per lunedì. Tutti i miei colleghi di corso sono molto più bravi di me. C’è chi ha fatto da assistente ad un famoso fotografo matrimonialista, una delle ragazze è fidanzata con un fotografo professionista, e via così.
Credo di aver preso sottogamba questa cosa.
D’altronde, cosa mi devo aspettare.
Il mio primo esperimento è stato deludente. Non sono neanche riuscita ad agganciare il rullino. Risultato: due giorni di ripresa persi, un nastro di pellicola in cui c’è impresso il nulla e tanti sorrisetti di scherno quando lo racconto.
Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera. E chi comincia male? Si dà all’operetta?
Comunque… mi dà il buongiorno una giornata grigia e piovosa ed un umore che va bene per andare in guerra. Ho dormito poco e male e l’idea di dover trovare un soggetto all’altezza del corso, più un altro paio di cosette, mi toglie il buonumore.
Ho poca voglia di stare tra la gente che mi guarda come se fossi un marziano che vuole carpire, con il suo diabolico strumento, qualche segreto incoffessabile.
Chissà perché tutti vorrebbero diventare famosi o andare in televisione (anche se hanno poco o niente da dire) ma, se scoprono che li vuoi fotografare, reagiscono come gli aborigeni australiani.
Mi avvio verso Villa Pamphilj pensando al mio progetto: “Il sabato mattina a Roma”, ma sottovaluto il fango e la pioggia, motivo per cui, la villa è spopolata. Aspetto sul ponte, che ha una discreta prospettiva, qualche fanatico coraggioso in vena di jogging. In mezz’ora ne passano due.
Se mai avessi pensato di imparare un mestiere, nel caso il mio datore di lavoro mi licenzi, ora ho almeno una certezza: morirò di fame!
Con i piedi nel fango, il cappuccio in testa e la macchina al collo, passeggio sconsolata fra i viali.
Poi, però di botto, mi torna il buonumore.
Sarà l’aria fresca o lo stare tra la natura. Comincio a ridacchiare tra me e me della situazione e, nel frattempo, trovo anche degli spunti. La villa non è così deserta come credevo!
Alla fine, esco dalla villa bagnata, infangata, affamata e con l’ombrello rotto (a furia di aprirlo e chiuderlo). Sembro reduce da una battaglia, ma spero tanto che esca qualche scatto decente!

Abbiamo il compito per le vacanze. Come a scuola, dopo la befana, ognuno di noi deve portare 36 scatti in bianco e nero, già sviluppati, su un progetto scelto.
Quando il prof mi chiede il progetto io, tutta tronfia, rispondo: "I gatti dell'area sacra!" Pensando di averlo stupito, mi stupisce invece la sua faccia quando risponde... "Un pò retorico!" (per non dire banale penso io). E continua imperterrito: "Gatti, panorami e belle donne sono tutti soggetti retorici" ... leggi sempre banali. E io che pensavo fosse un'idea strepitosa!
Mi verrebbe da chiedergli: "Ma ti ricordi che questo è un corso base in cui c'è gente che non sa neanche inserire un rullino (io)?" Magari riuscissi a farla una delle sue foto retoriche!!
Comunque mi munisco di rullini. Ne ho comprati 2, così su 72 foto forse 36 saranno decenti... spero anche banali. Il che vorrebbe dire che, quanto meno, si capisce qual'è il soggetto e cosa sta facendo!
Con un pò di ansia carico la macchinetta... ok, il rullino non si inceppa, nè gira a vuoto. Come dice una mia collega al lavoro: sono operativa!
Con i capelli bagnati stretti nell'asciugamano come un sik, apro tutte le finestre e accendo tutte le luci di casa. Fà un freddo cane! Chiamo Carolina che si rivela un soggetto bello ma irrequieto e poco collaborativo. In più, quei dannati prismi non vogliono saperne di allineare il suo naso. Una lunetta continua a rimanere nera, Carolina si stufa di stare ferma con lo sguardo fisso all'infinito. Si gira mostrandomi coda e sotto coda. Come inizio non c'è male.
Vado in colonia, lì ci sarà pure qualche gatto abituato a farsi fotografare. Mi aggiro per le rovine per circa un'ora, facendo versi strani ai gatti, quando mi rendo conto di aver sprecato circa 15 foto scattando con un tempo di esposizione completamente sbagliato rispetto alla luce che c'è.
Il bello è che alla fine del corso dovremo presentare all'esame il nostro portfolio.
Musk, musk, micio bello vieni. Musk, musk... guarda cosa ho qui! Micio, micio, vuoi un croccantino?... vieni bel gattino...
![]() |
Broccoli Forest
Paesaggi da gustare, appunto, ma non solo con gli occhi!
Chi di voi non si è già imbattuto in queste fantastiche fotografie di Carl Warner che ritraggono montagne, cascate, spiagge, grotte sottomarine, paesaggi invernali e campi primaverili interamente composti da vegetali, salumi, formaggi, frutta, pane, pasta e quant'altro?
Sembra che tutto questo sia nato dall'esigenza di convincere i figli a mangiare più verdura. Sembra anche che non ci sia riuscito, ma noi gli siamo grati lo stesso per averci regalato queste meraviglie.
Cercate di individuare tutti gli ingredienti delle foto ... io vi ho aiutato con i titoli.
![]() |
![]() |
Tuscan Landscape Salmon Sea
Cabbage Sea