| tg24 > cronaca |
Beh, che dire...
CHI BEN COMINCIA E' GIA' A META' DELL'OPERA!!!
...Tutto si corrompe.
Mi ricordo, sono ormai passati due anni, la gioia che provai nell’aver trovato un posto che mi sembrò magico: la colonia felina più incredibile di Roma, e che ribattezzai Miciolandia.
Ho già scritto di quanto mi facesse sentire bene passare le mie domeniche lì, sia per prendermi cura dei gatti abbandonati, sia per il clima che si era creato fra di noi.
Ma tutto è destinato a cambiare, tutto è impermanente. E’ nella natura stessa delle cose.
A Miciolandia si sta attuando una specie di ricambio generazionale. Le signore che hanno dato vita a questo posto meraviglioso, cominciano a sentirne il peso e si appoggiano alle nuove leve più energiche ed intraprendenti. Peccato che queste nuove leve non abbiano l’umanità e la disponibilità necessarie.
Ho sempre pensato che in questa colonia sui generis, al centro di tutto ci fosse il benessere dei nostri felini, ma da un po’ sembra cambiato anche questo.
Il posto comincia a somigliare ad una fabbrica in cui i volontari sono solo numeri, non più degni di fiducia.
Non si percepisce più quell’atmosfera familiare che ci teneva tutti uniti. Ancora ci lega l’impegno per i nostri gatti ma, nel momento in cui si dovesse sentire che il benessere di ognuno di loro passa in secondo piano rispetto ad altro, allora per alcuni sarà tempo di trovare un’altra occupazione.
Peccato proprio che il mondo sia pieno di frustrati che cercano di mettersi in mostra nei modi più impensati, in circostanze che non lo richiedono affatto e, così facendo, disgregano amicizie e gruppi che altrimenti rimarrebbero uniti.
Come sopportare le piccole e grandi frustrazioni e vessazioni di cui siamo oggetto ogni giorno della nostra vita?
Quello che ti spinge quando sei in fila; quello che ti taglia la strada in macchina; il capo che ti tratta come un numero o una pedina.
Quello che parcheggia in doppia fila davanti alla tua macchina e se protesti ti risponde scocciato “Mè so fermato solo un momento!”
Quello che ti fuma addosso mentre ceni “…tanto siamo all’aperto…”
Che avesse ragione Sartre?
La mia amica psicologa dice che io me la prendo troppo perché sono troppo rigida: poiché io non faccio queste cose, mal sopporto quando gli altri le fanno a me. Il suo consiglio: Adeguati!
Adeguarmi? Ma come?
Faccio allora un interessante esperimento: voglio vedere se adeguandomi il mio sistema nervoso ne uscirà più rilassato o più devastato.
Mi fermo in doppia fila invece di perdere la solita mezz’ora alla ricerca di un parcheggio lontano un miglio; rallento per individuare il numero civico che cerco, direttamente dalla macchina; ciondolo in mezzo al marciapiede, costringendo gli altri a chiedere “Permesso”…
Sto meglio?
Paradossalmente sì!
Della serie: tu dai fastidio a me, io do fastidio a qualcun altro… Oggi a te, domani a me…
Pensare che qualcuno debba sopportare le mie sgarberie, sembra aiutarmi a sopportare quelle altrui.
…Questi psicologi…!
Ma se fossimo tutti un po’ più educati e gentili con gli altri, non sarebbe meglio? In altri paesi funziona! 
La nostra vita è già determinata al momento della nascita oppure tutto è dominato dal caso?
Siamo noi che governiamo la nostra vita con le nostre scelte oppure quello che ci capita è solo una serie di coincidenze?
Perchè un uomo ed una donna si incontrano e poi si lasciano e poi si ritrovano per poi perdersi di nuovo, e tutto questo per anni, senza che il rapporto venga vissuto pienamente, ma senza neanche che avvenga una separazione netta e definitiva?
Perchè di quattro persone, una sola decide di non salire su un aereo che poi cade?
Perchè, convinti di agire per il bene di un nostro caro, ne possiamo diventare strumento di morte?
Che significato hanno le scelte che facciamo se non sappiamo quello che la nostra scelta comporta?
Credo che la risposta sia per ognuno di noi legata a ciò in cui si crede. Personalmente rifuggo la teoria del caso. Non posso pensare che tutto ciò che ci accade, di bello o di brutto, sia solo frutto di una combinazione accidentale di eventi.
Però non credo nemmeno in un disegno divino in cui ogni essere vivente ne è una infinitesima parte.
Ma allora... che risposte darsi?
In queste notti divorate dall'afa, la mia mente ha vagato spesso su terreni infidi come paludi, fino a che la luce dell'alba, e il fresco che la accompagna, ha spazzato via le ombre lasciando il posto a più dolci pensieri... forse complice l'ora di colazione che si approssimava.

Brownies
150 gr. di cioccolato da fondere
150 gr. di burro
150 gr. di zucchero
150 gr. di noci
100 gr. di farina
3 uova
un pizzico di sale
Sciogliere il cioccolato con poca acqua e aggiungere il burro e poi lo zucchero.
Unire le uova mescolando, e poi la farina con il sale.
Aggiungere le noci spezzettate e infornare a 180° per 20/25 minuti in una teglia quadrata o rettangolare.
Una volta sfornato, tagliare a cubetti.
In questi giorni caldi, in cui il tempo si dilata e il lavoro si fa meno pesante, non riesco proprio a rilassarmi. Anzi… l’estate mi fa sempre questo effetto, tutti gli anni.
Sarà che in ufficio c’è meno gente, sarà che i corsi che mi tengono impegnata durante l’anno sono sospesi, sarà che, ormai da una vita, una sottile ansia mi serpeggia vigliaccamente sotto la pelle, mi trovo a ripensare a cose, situazioni, affetti ormai passati e mi torna in mente una frase pescata chissà dove nel web qualche anno fa e che coglie in pieno il mio stato d’animo di ora.
"I ricordi sono così, i ricordi sono come le maree.
Appaiono all’improvviso … come dal niente … e poi ti fanno loro.
Possono starsene nascosti per tutto il tempo che vogliono nella distesa della tua vita, della tua mente e delle sue infinite possibilità, e poi nascere in un attimo come dal nulla, avvicinarsi silenziosi quando meno te lo aspetti e poi travolgerti.
Qualche volta possono passarti accanto e lambirti appena, limitandosi a farsi osservare dal tuo sguardo distratto. Altre, invece, possono trascinarti lontanissimo, indietro fin dove ha avuto inizio il cammino che ti ha portato al punto in cui sei stato travolto.
Ma quello che li rende tanto forti e speciali è quel potere tutto loro di prenderti e sollevarti in alto per un attimo, farti assaporare l’ebbrezza di quel brivido, l’eccitazione di quella dolcissima vertigine per un niente e poi sbatterti a terra con tutta la loro forza.
E’ in queste occasioni che fanno più male. Ti trascinano giù con tutta la forza soverchiante e repentina e poi ti portano lontano. Lontano. Lontano. Sono troppo più forti di te … è una battaglia impari. E tu non puoi fare niente."
Stamattina, andando al lavoro, ho incrociato un vecchio che mi ha scatarrato quasi sui piedi. Che schifo!
Mi è venuto allora in mente che, quando ero una bambina, ormai qualche decennio fa, si vedeva spesso una cosa del genere.
Col tempo, e la crescente educazione, questa abitudine è stata scardinata, così come quella, altrettanto obbrobriosa, di gettare cartacce per terra.
A dire il vero, quando ero una ragazza, ricordo molti altri comportamenti sgradevoli.
Non potevi girare per la strada senza che ti fischiassero dietro o facessero commenti cretini. C’era chi lo faceva con grazia e chi, invece, rasentava la pornografia.
Spesso sono arrossita dovendo passare in mezzo a gruppetti di uomini, non potendo aggirare l’ostacolo.
Ultimo, ma non meno fastidioso, gli uomini di qualche decennio fa non facevano uso di deodoranti o profumi perché, dicevano, “Era roba da femmine!”.
Dunque ti capitava di salire sugli autobus d’estate e dover rimanere in apnea fino alla fermata successiva. Lì approfittavi dell’apertura delle porte per fare un pieno di aria fresca e pulita, e così via fino a destinazione.
Che fatica, ma che esercizio per i polmoni!
A distanza di anni, i cambiamenti si sono certo visti!
Pian pianino, i nostri uomini sono diventati più urbani, hanno imparato l’esatto utilizzo di bidoni e di fazzoletti.
Ti cazziano se non butti il vetro nelle campane e ti cedono il passo per la strada.
Ci stanno pure superando in fatto di pulizia, cura del corpo e abbigliamento.
Questo almeno gli ITALIANI!
Gli altri, leggasi gli stranieri (a vario titolo presenti), ci hanno di colpo riportato a 30/40 anni fa.
Sputano per terra, gettano ogni cosa al vento, puzzano come maiali avvinazzati e ti abbordano come se fossimo in un bordello di Calcutta.
E questa me la chiamano integrazione!?
Siamo alle solite.
Quando l’uomo sbaglia, è sempre l’animale che paga.
Branchi di cani selvatici aggrediscono le persone e a volte, in casi scellerati come quello del piccolo Giuseppe, ci scappa il morto.
Quale può essere la soluzione?
Combattere il randagismo contemplando, per esempio la galera per chi si disfa del suo miglior amico sull’autostrada?
Costruire canili in cui ospitare i cani randagi?
Sterilizzare i cani ospitati nelle strutture tramite il Servizio Veterinario?
Effettuare controlli seri sui canili esistenti?
Imporre multe salate ai proprietari di cani che non iscrivono Fido all’anagrafe canina?
No. La soluzione è
ABBATTERE I PERICOLOSI ANIMALI !!
Ovvio! Ne abbattiamo 10 oggi, ma non ci preoccupiamo di arrestare il fenomeno barbaro del randagismo.
E’ molto più semplice che mettere in opera tutto quello che già fanno i paesi civili.
Se non sbaglio, però, sto parlando di zone d’Italia spesso protagoniste di petizioni animaliste contro atti che definire agghiaccianti è poco.
Quindi, forse, se parlo anche di sensibilizzare la popolazione all’amore e al rispetto degli animali come inquilini dello stesso pianeta, in fondo sto parlando a vanvera.
![]() |
Sì, c'è! Un ex che abita al tuo stesso piano!
Domenica mattina esco di casa con la macchinetta fotografica, che ormai non mi abbandona più, per gli ultimi scatti. Lui è lì. Il cuore mi salta in gola, come sempre d'altronde.
"Come stai?" chiede "Sembri stanca".
Sì, lo sono. Dirotto il discorso sulla fotografia. Lui è abbastanza bravo e io ho un problema con l'obiettivo. Prende la mia Nikon e armeggia un pò.
Guardo le sue mani, sono grandi e forti, e ho una gran voglia di toccarle e stringerle.
Ma è un attimo. E' sempre lui, lo stesso che mi disse "Non vedo sbocchi alla nostra relazione".
Un bel rospo da ingoiare. In realtà, ricordo di essermi quasi strozzata nel tentativo di mandarlo giù. Ma è andato, anche se ancora non del tutto digerito.
"Se vuoi, uno di questi giorni, andiamo in giro a scattare qualche foto. Ti va?"
"Certo, che bella idea. Così mi dai qualche dritta" mi sento rispondere.
C'è qualcosa di peggio di un ex che vive sul tuo stesso pianerottolo?
Sì, c'è. Non averlo dimenticato.
![]() |
FIAT LEX
Oggi sono in vena di domande.

Quanto pensate che si dovrebbe spendere in Sviluppo&Ricerca nel nostro Paese?
Paesi come la Svezia investono buone percentuali del loro PIL, noi solo briciole!
Eppure lo stato italiano spende milioni per finanziare testate giornalistiche!
Certo non c'è paragone: nel primo caso si parla di miliardi, nel secondo di milioni. Intanto, però, sono soldi buttati dal momento che, è risaputo, in Italia la stampa non è libera!
Cosa ci vorrebbe per salvare tante persone dalla morte per fame?
Eppure l'Italia distrugge ogni anno quintali di arance per tenere su il prezzo e ha buttato litri di latte per restare sotto le "quote" europee. Tutto l'opulento Occidente getta via quintali di cibo per i motivi più vari.
Le aziende sentono il peso della crisi economica. Lo spettro della recessione toglie il sonno a migliaia di addetti.
Eppure le stesse aziende sperperano denaro per convincere me, e altri milioni di persone, che per comprare un etto di prosciutto devo andare al supermercato con i guantoni da boxe... magari dopo aver seguito un allenamento sotto la diretta supervisione di Rocky Balboa!
Oppure che devo comprare un tappeto elastico e lì, ogni mattina, produrmi in salti acrobatici con la mia Punto che, ormai alla bella età di 11 anni, a malapena mi porta a destinazione... figurarsi saltare!
Che nel mezzo di un ingorgo infame, posso aspettare che mi portino un aperitivo mentre sto comodamente seduta sul tetto della suddetta macchina... che almeno si riposa un pò dopo tutti quei salti!
E c'è ancora chi prende sul serio questo Paese?
Già, ma perchè alzare tutte queste futili questioni quando il glorioso Festival di San Remo è alle porte?
Magari possiamo riprendere il discorso dopo. Almeno dopo la fine del Campionato di calcio e dopo aver saputo chi ha vinto il Grande Fratello.
Ora che ci penso, dopo ci sarà il viaggio estivo da organizzare, però.
Vabbè, riproviamo al rientro dalle vacanze. Ma subito prima di Natale, perchè poi sarà tutto un correre da un negozio all'altro in cerca di regali da mettere sotto l'albero!